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Se una volta nella vita guardandoti allo specchio ti sei chiesto chi è quella faccia che mi guarda…
...è arrivato il momento di buttare lo specchio. Al suo posto metti S…pazzi, il nuovo calendario di Arcobaleno: dodici modi per guardarti da fuori e da dentro e da altri punti ancora e per riconoscere le tante facce della diversità.
Uguale e diverso di anno in anno...
… il calendario di Arcobaleno ritrova gli amici generosissimi di Inside Out, con le tavole magiche di Dragos Georgescu e le parole shekerate da Paolo De Robertis, che quest’anno inventano i colori del tempo e del silenzio, mischiando i linguaggi di Babele con i profumi dei sogni e girando i pensieri con il mestolo delle marmellate, il tutto in compagnia di Slow Food.

Se ti manca un venerdì (20)

Le domande della follia
Se ti manca un venerdì (marzo/maggio 2006)
Esiste, nella follia, una differente modalità di interpretare le cose, una visione del mondo fuori
dai canoni classici che riesce a cogliere aspetti differenti, spesso inespressi.
L’idea di fondo che anima il progetto Le domande della follia consiste nel porre la follia a tu per tu con il mondo, permettendole di esprimersi e, in questo modo, consentendo a noi stessi di liberare una piccola o grande parte di follia e di ascoltare, nelle domande che i matti pongono, un’eco delle domande nascoste anche a noi stessi e che albergano da qualche parte nella nostra mente, imbavagliate dal controllo della logica.
Scopriremo allora una sensibilità non comune, un’anormalità che può spaventarci e che ci spaventa in proporzione a quanto la sentiamo nostra. Conoscerci e conoscere, però, non può costituire un ostacolo: il confronto e la comprensione sono le uniche strade della convivenza e della civiltà, differenziandoci nella sostanza rispetto alle bestie.
Le domande della follia rappresentano un’occasione di confronto, una serie di momenti di incontro in cui la follia pone domande libere a personaggi che hanno mostrato con la loro esistenza come un pizzico di follia sia necessaria per raggiungere traguardi insperati, forse imprevedibili, ma di sicura eccellenza.
A ciascuno dei personaggi che ci accompagna in questa ricerca, un gruppo di matti opportunamente formati ed auto-formati rivolgerà le domande della follia e siamo convinti che anche il pubblico “normale” si ritroverà in molte di quelle domande.
Il ciclo di incontri è preceduto dallo spettacolo “L’uomo dell’armadio” di Jan McEwan.

Assarcobaleno (0)

Calendario 2006 (14)
“William Shakespeare lo sapeva già quattro secoli or sono, ma adesso giunge una conferma scientifica: “innamorato pazzo” non è un modo di dire. L’amore è davvero follia, un’autentica forma di malattia, un cocktail di manie, demenza e ossessione che sconvolge il normale funzionamento del cervello, spingendoci a comportamenti irrazionali, insoliti, incomprensibili, come comporre cento volte di seguito lo stesso numero telefonico, scoppiare a piangere per un nonnulla, perdere improvvisamente l’appetito, che visti dall’esterno possono essere scambiati per una psicosi.
La prova, secondo una ricerca condotta da eminenti neurologi, si trova in una regione del cervello che agisce da termometro delle nostre passioni: dentro la quale, in presenza di un innamoramento, si scatena una tempesta di dopamina…” (La Repubblica 1giugno2005).
“Sono pazzo d’amore per te: dammi la mia dose di dopamina”.
“Mi fai impazzire di rabbia: dammi la mia dose di serotonina”
Per informazione la dopamina è un ormone eccitante, la serotonina un ormone calmante.
Lo sanno bene i bipolari che hanno dei grossi squilibri di questi due ormoni.
Per cui, da presidente bipolare di un’associazione di matti, do il benvenuto alle persone abbastanza spiritose da considerarsi border-line e le invito ad un giro di valzer lungo un anno tra i vortici dell’amour-fou.

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